E’ possibile procedere con l’assunzione di un lavoratore minorenne, tuttavia bisogna procedere con attenzione e tenere in considerazione alcune particolarità previste dalla legge a tutela di tali soggetti.
Di seguito una sintesi dei principali punti salienti.
Età: il lavoratore deve aver compiuto 16 anni e aver assolto all’obbligo scolastico (10 anni di istruzione obbligatoria). Inoltre, il lavoro del minore deve essere compatibile con il diritto all’istruzione e alla formazione e deve essere garantito il rispetto dell’obbligo formativo fino ai 18 anni.
Orario di lavoro:
durata massima 8 ore giornaliere e 40 ore settimanali
dopo 4,30 ore di lavoro, diritto ad almeno 1 ora di risposo (o diversa durata prevista dal CCNL)
riposi settimanali di almeno 2 giorni (possibilmente consecutivi) comprendenti la domenica; per alcune attività il riposo settimanale può essere concesso in un giorno diverso dalla domenica
divieto di lavoro notturno (ossia in quel periodo di almeno 12 ore consecutive comprendente l’intervallo tra le ore 22 e le ore 6, o tra le ore 23 e le ore 7)
Visita medica preventiva: il minore deve essere sottoposto alla visita per accertare l’idoneità all’attività lavorativa prima dell’assunzione, a prescindere dal fatto che il datore di lavoro sia soggetto o meno a sorveglianza sanitaria.
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): tale documento deve tenere conto delle specifiche esigenze e pericoli legati all’età e allo sviluppo psicofisico dei minori.
E’ importante verificare che l’attività oggetto della mansione del minore non rientri tra quelle vietate dalla legge (ad esempio: somministrazione di bevande alcoliche).
Il mancato rispetto della normativa vigente nell’adibizione al lavoro di un minore, comporta per il datore di lavoro la possibilità di essere soggetto a sanzioni amministrative ma anche sanzioni penali, in quanto il rischio in cui si incorre è mettere in pericolo la salute di un minore.
Le dimissioni in periodo protetto cambiano tra i genitori e in base all’età del bambino. La norma prevede una particolare tutela per i lavoratori genitori
Il cd. Decreto 1° Maggio (dl 62/2026) ha introdotto nuovi incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato. Si tratta di incentivi simili ma non uguali