Le dimissioni in periodo protetto cambiano tra i genitori e in base all’età del bambino.
La norma prevede una particolare tutela per i lavoratori genitori di un bambino di età inferiore ai 3 anni in caso di dimissioni.
La motivazione risiede nel garantire che tali lavoratori non siano indotti a fornire le dimissioni forzatamente dal datore di lavoro, facendo venire meno la natura volontaria delle dimissioni stesse.
Di seguito le varie casistiche, che hanno in comune la necessità di comunicare le dimissioni per iscritto all’azienda (non ha validità la procedura telematica ordinaria) e convalidate obbligatoriamente presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro per garantirne la validità.
Lavoratrice madre con un figlio di età inferiore a un anno
non è tenuta a rispettare alcun periodo di preavviso
ha diritto a percepire dal datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso
ha diritto ad accedere alla NASpI (indennità di disoccupazione).
Lavoratrice madre con un figlio di età tra 1 e 3 anni
è tenuta a rispettare il periodo di preavviso
non ha diritto a percepire dal datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso (anzi in caso di mancato rispetto del preavviso, dovrà pagare l’indennità all’azienda)
non ha diritto ad accedere alla NASpI (indennità di disoccupazione).
Lavoratore padre con un figlio di età inferiore ad un anno
Se ha usufruito del congedo di paternità:
non è tenuto a rispettare alcun periodo di preavviso
ha diritto a percepire dal datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso
ha diritto ad accedere alla NASpI (indennità di disoccupazione).
Lavoratore padre con un figlio di età tra 1 e 3 anni
deve rispettare il periodo di preavviso previsto dal proprio CCNL
in caso di mancato rispetto, il datore di lavoro tratterrà l’indennità sostitutiva di mancato preavviso in busta paga.
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