La Corte Costituzionale in una recente sentenza è intervenuta nuovamente sul tema dell’indennità prevista in caso di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese, ovvero le imprese con un numero di dipendenti fino a 15.
Si ricorda che la legge prevede:
per le grandi imprese un’indennità non inferiore a 6 mensilità e non superiore a 36 mensilità,
per le piccole imprese un’indennità dimezzata rispetto a quella prevista per le grandi imprese, ovvero non inferiore a 3 mensilità ma non superiore a 6 mensilità.
La Corte Costituzionale non elimina il dimezzamento dell’indennizzo previsto per le piccole imprese ma elimina il tetto massimo di 6 mensilità. Pertanto, la tutela indennitaria rimane compresa all’interno di una fascia che va dalle 3 alle 18 mensilità.
La motivazione asserita dalla Corte è l’incostituzionalità della tutela indennitaria prevista per le piccole imprese, rispetto a quella previste per le imprese oltre 15 dipendenti.
Si ritiene che tale previsione sia in contrasto con alcuni principi costituzionali, legati ad esempio alla ragionevolezza e all’uguaglianza.
Si afferma che la tutela indennitaria deve essere adeguata e consentire al giudice di poter modulare l’indennità sulla base di diversi elementi (per esempio: il numero dei dipendenti, il settore di attività, l’anzianità di servizio del dipendente). E’ necessario, pertanto, poter personalizzare l’indennità in relazione al danno subito e non stabilire l’entità in base ad un calcolo astratto e forfettario.
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