
DIMISSIONI IN PERIODO PROTETTO
Le dimissioni in periodo protetto cambiano tra i genitori e in base all’età del bambino. La norma prevede una particolare tutela per i lavoratori genitori
LA PAUSA CAFFE’ SUL LAVORO E’ UN DIRITTO?
Durante la giornata lavorativa, quando l’orario di lavoro supera le 6 ore, il lavoratore ha diritto ad una pausa finalizzata al recupero delle energie psico fisiche.
La legge tutela tale diritto del lavoratore garantendo una pausa di durata non inferiore a 10 minuti consecutivi, tuttavia la maggior parte dei CCNL prevede una pausa più lunga (spesso compresa tra 15 e 30 minuti) e ne disciplina le modalità di fruizione. E’ importante, pertanto, verificare se il CCNL applicato in azienda prevede una disciplina specifica in merito.
Il momento in cui fruire di tale pausa è determinato dal datore di lavoro, che potrà decidere di collocarlo in qualsiasi periodo della giornata lavorativa, in base alle esigenze aziendali. Nell’ipotesi in cui l’organizzazione aziendale preveda la giornata “spezzata”, ad esempio, la pausa può coincidere con il momento di sospensione dell’attività lavorativa (cd. pausa pranzo).
Attività particolari
E’ bene tenere conto che sono previste alcune particolarità per specifiche attività lavorative.
A titolo esemplificativo, è prevista una disciplina ad hoc per i lavoratori che utilizzano videoterminali in modo sistematico o abituale, per 20 ore settimanali.
Tali lavoratori, qualora svolgano l’attività al videoterminale per almeno 4 ore consecutive, devono fruire di una pausa di 15 minuti ogni 2 ore di applicazione continuativa al videoterminale, senza possibilità di cumulo all’inizio e alla fine dell’orario di lavoro.
Tale pausa può essere rispettata anche svolgendo attività lavorative differenti, che non implichino l’utilizzo del videoterminale.
Il periodo di pausa di almeno 10 minuti valido per tutti i lavoratori può essere assorbito da quello specifico del videoterminalista quando vi è un’interruzione dell’attività lavorativa e non un mero cambiamento dell’attività.
Le Pause sono Retribuite?
Non esiste una risposta univoca, in quanto la legge non stabilisce esplicitamente che le pause devono essere retribuite, ma lascia margine ai contratti collettivi e agli accordi individuali affinché regolamentino questo aspetto in base alle specifiche esigenze aziendali.
In linea generale e sulla base di indicazioni giurisprudenziali, è possibile schematizzare nel seguente modo le modalità di retribuzione delle pause:
| PAUSE RETRIBUITE | PAUSE NON RETRIBUITE |
| pause brevi, come quella minima di 10 minuti | pause pranzo, superiori ai 30 minuti |
| pause stabilite dal CCNL, come quella inferiore a 15 minuti | pause lunghe previste da accordi aziendali, per esempio nel caso di turni di lavoro molto estesi |
Sono previste sanzioni per il mancato rispetto delle pause?
Sì, sono previste sanzioni amministrative che possono variare in base alla gravità della violazione e al numero di lavoratori coinvolti.
Inoltre, il mancato rispetto delle pause può dare luogo a contenziosi con il lavoratore, che può richiedere il riconoscimento del diritto alle pause, oltre a eventuali risarcimenti per i danni subiti a causa del mancato riposo.
Foto by: © Jorge Royan / http://www.royan.com.ar

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